Vittoria VS Obiettivo

Pubblicato in A Fondo Pedana - Rubrica il

         

Dopo la pausa estiva, riapriamo la nostra rubrica mensile con un nuovo articolo, una breve riflessione su un argomento molto interessante: “Vittoria VS Obiettivo”.


Cos’è una vittoria? Cos’è un obiettivo? Posso considerare un obiettivo raggiunto una vittoria? Dal punto di vista agonistico, capita spesso di associare la vittoria di una gara con il raggiungimento di un obiettivo prefissato, ma è davvero sempre così? 


Certo, vincere una medaglia è sempre bello e regala sicuramente emozioni forti, sia nel cuore degli atleti che in quello di genitori e tecnici. C’è da fare però una importante riflessione in merito perché, benché la vittoria sia frutto di impegno, sacrificio e tanto lavoro, talvolta, questa potrebbe non arrivare, perlomeno subito. Quindi, se questa situazione dovesse verificarsi… potrei considerarla un fallimento? Assolutamente no! Questo perché fallire non è uguale a “non vincere”, ma a “non crescere”. 


Come dicevamo sopra, la vittoria è si frutto di tanto impegno, determinazione, allenamento e costanza, ma non soltanto questo; se a tali  caratteristiche - ovviamente necessarie - non si associa una maturazione tale da poter capire in relazione a cosa ho vinto o perso… 


In relazione alle domande sopra, contestualizzare il risultato sportivo diventa quindi fondamentale, sopratutto in un’ottica di crescita e nel rispetto di quelle che possano essere le tempistiche di maturazione di ognuno dei nostri atleti. 


La rincorsa spasmodica verso la vittoria, senza analizzarne i fattori, modi e contenuti, potrebbe fornirci una valutazione delle situazioni un po’ semplicistica, talvolta addirittura limitante... non soltanto per la crescita dell’atleta ma anche per la formazione dei tecnici stessi.


Capita di vedere atleti che, in età giovanile, fanno terra bruciata degli avversari, poi sparire man mano che anche gli altri crescono. Viceversa, atleti quasi sconosciuti... migliorare a tale punto da affermarsi in età più matura.


Lavorando a piccoli passi, senza aver fretta di bruciare le tappe, porsi un obiettivo (specifico, misurabile, raggiungibile, realistico e temporizzabile) e 


Mantenere un equilibrio tra “obiettivo e risultato” diventa quindi fondamentale.

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M° Giuseppe Alongi