Prima di tutto: “Crescere”.

Pubblicato in A Fondo Pedana - Rubrica il

         

Indossiamo una divisa bianca, un’affasciante maschera e sviluppiamo dei gesti atletici talvolta anche spettacolari… ma attenzione a non dimenticare una cosa: siamo guerrieri!

Proprio per la sua spettacolarità, potrebbe capitare di dimenticare che la scherma sia un vero e proprio “sport di combattimento”, come tale quindi, non perdona momenti di paura, esitazione o titubanza.

Lo si vede quotidianamente in palestra, ancor di più in gara; quest’ultimo momento, massima espressione del senso agonistico nel quale viene enfatizzata la natura di questa disciplina sportiva.

Uno sport “sincero e duro” quanto divertente, che dà tanto ma richiede tanto. Attraverso la sua essenza “schietta e autentica” ti pone di fronte a un diretto confronto con l'avversario, indirizzandoti verso situazioni che in alcuni momenti potrebbero risultare difficili da coordinare; è però per questo motivo che, nel contempo, forgia il carattere insegnandoti a gestire situazioni controllando emozioni e stati d’animo.

Ovviamente però… non tutto arriva subito, sarebbe troppo semplice! È sempre importante ricordare che abbiamo a che fare con “esseri umani” - diversi tra loro sotto ogni punto di vista - e non con degli automi. La crescita individuale di ognuno di loro, risulta essere qualcosa di costantemente diverso, una continua ricerca verso il raggiungimento di una maturità che segue percorsi differenti per attitudini, situazioni e abitudini.

Alcuni atleti con la loro precocità mentale si mostrano pronti a gestire delle situazioni con atteggiamenti da persone più grandi, affermandosi così fin da piccoli e mantenendo una solida continuità nel loro presente, ma anche nel futuro. Per altri, invece, questo anticipo risulta essere limitato a un breve o brevissimo periodo di tempo, al termine del quale non si trova poi un riscontro nel medio/lungo periodo. Diversamente, altri  ancora attraversano degli anni tra paure, timidezze e inconsapevolezze per poi iniziare ad affermarsi in età più adulta, magari anche con una maggiore regolarità.

A livello personale, lungo questo cammino, sarà quindi molto importante - oltre che credere davvero in se stessi - seguire i vari step senza fretta, con rispetto della propria personalità e relativa tempistica di crescita. Il tutto sempre con un occhio non troppo critico e duro nei propri confronti, concedendoci la possibilità di “sbagliare” imparando così dalle proprie esperienze e focalizzando la nostra attenzione su ciò che di positivo stiamo effettivamente creando, cosa verso la quale molto spesso non rivolgiamo la giusta attenzione.

In questo campo non esiste una equazione matematica capace di renderci con certezza e altrettanta  immediatezza un risultato diretto quanto oggettivo; qui 1 + 1 non fa sempre due, perlomeno non sempre al primo colpo. L’unico pensiero matematicamente vero sembra essere quello che per raggiungere un traguardo ci vorrà pazienza, resilienza e propositiva disposizione alla fatica (ultimo termine non sinonimo di “inadeguatezza”).

In un’unica parola: maturità. Obiettivo che tutti siamo in grado di poter raggiungere.

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M. Giuseppe Alongi