Sport e Scuola

Pubblicato da Giuseppe Alongi in A Fondo Pedana - Rubrica il

         

Da sempre è aperta l’eterna contesa tra l’impegno scolastico e la pratica sportiva. Da una parte gli impegni quotidiani tra libri e quaderni, dall'altra la fatica ed il divertimento, un connubio che solo lo sport sa offrire.

Da "addetto ai lavori", il quale ha fatto delle “scienze motorie” in generale e della scherma in particolare motivo di vita, non posso che promuovere la pratica sportiva in età scolare e adolescenziale, a maggior ragione in una società dove sedentarietà e “mondo virtuale” la fanno da padroni. I giovani di oggi passano davanti a uno schermo la maggior parte del loro tempo e davanti ai libri almeno 7 ore al giorno. Socializzano con difficoltà ed usando sempre più canali comunicativi alternativi e poco edificanti sul piano della personalità e della formazione caratteriale, usano sempre più sostituti sfuggendo alle piccole e grandi responsabilità quotidiane. Cosa se non un’attività ben strutturata può aiutarli?

Tantissimi giovani sono sovrappeso e rischiano di predisporre il proprio organismo a problematiche che più avanti nell’età potranno portare a conseguenze molto gravi. Lo sport è l’unica medicina possibile perché un fisico sano e la giusta assunzione di nutrienti previene in maniera significativa ogni complicanza.

Ultimo dato - non per importanza: i bambini dai 3 agli 8 anni usano come principale canale di apprendimento, quello corporeo e tra tutte le forme, l’apprendimento empirico (errore/correzione per intenderci) è il più pregnante. Ecco quindi che semplicemente correndo o facendo una capriola stanno rendendo i loro apparati motori e sensitivi più completi e maturi. Ciò in futuro permetterà loro di migliorare la comprensione, l’intuito, l’articolazione del linguaggio e la capacità di astrazione e gioco simbolico.

Da persona di studio non posso esimermi dal considerare l’apprendimento scolastico come una delle esperienze più belle e significative della mia vita; imparare a raccontare, ad articolare testi, a sviluppare capacità di calcolo e mnemoniche, nonché appagare la mia curiosità sul mondo e la sua storia mi hanno reso più recettivo ed aperto e pronto per la flessibilità che la nostra realtà richiede. Quindi? Come procedere? Quale strada percorrere?

Il mio consiglio spassionato è: lottate sempre per ciò che amate, per la vostra passione e costruitevi una solida base per vivere con spensieratezza non solo il presente. Essere spensierati non significa non programmare ma vivere senza ansietà una dimensione matura.

Sport e scuola non solo possono convivere ma devono convivere perché se la seconda vi apre la mente e fornisce una base per il futuro, il primo vi rende forti di animo e fisico e vi da lo stimolo per non fermarvi alla base ma lottare per un obiettivo fino alla fine delle proprie energie.

Ma come riuscire a conciliare questi due mondi che sembrano così distanti l’uno dall’altro?


Ecco 5 consigli utili:


1. PROGRAMMAZIONE: La prima parola chiave è programmazione, cioè la capacità di razionalizzare tempi e risorse per un dato obiettivo, scolastico o sportivo. Senza una buona suddivisione temporale a lungo andare si perde l’orientamento e si resta sopraffatti da compiti e libri o al contrario si arriva in gara completamente fuori allenamento, vinti dalla tensione. Ecco quindi l’importanza di stampare il proprio calendario agonistico per confrontarlo con il calendario scolastico; questo, al fine di riuscire a individuare e distinguere i momenti fondamentali che permetteranno di focalizzare l'attenzione sulle dinamiche scolastiche, sportive o - addirittura - su entrambe. Definire un orario settimanale degli allenamenti (per le lezioni frontali individuali/gruppo, magari su prenotazione... come facciamo da tempo al Club Scherma Leonessa) con il proprio tecnico, permetterà di organizzare al meglio le giornate, ottimizzando di fatto tempo e qualità, tutto a favore di studio e sport.

2. SACRIFICIO: La seconda parola chiave è sacrificio o meglio, "spirito di sacrificio", ovvero la capacità di porre i propri obiettivi davanti a tutto. Operare delle scelte in un quadro ricco di impegni è importante; sportivo o studente che sia, importantissimi e presenti dovranno essere i momenti di svago e di aggregazione. Queste esperienze mai però dovranno prendere il sopravvento sui propri obiettivi! Se fosse il contrario,  si correrebbe il rischio di non essere preformanti e sprecare risorse preziose. Perdere ore davanti a dei videogiochi mi porterà a non essere pronto nei tempi programmati, ciò sul medio/lungo periodo avrà effetti su rendimento scolastico, rendimento sportivo, autostima e umore.

3. PASSIONE: questa è la terza parola chiave, ovvero l’attaccamento, il vero e proprio senso di euforia che mi accompagna durante la pratica di una data disciplina, sia essa sportiva o scolastica. Ogni essere umano -  prima di ogni pensiero razionale - per essere definito tale, vive di passione. Essa ci fornisce il carburante necessario per il nostro viaggio. Amare ciò che facciamo ci porterà sia a lottare che ad affrontare e sopportare alcuni sacrifici. Quando la passione viene meno subentrano surrogati del divertimento che ci danno adrenalina ed eccitazione limitata che poi scompare.

4. RISPETTO: La quarta parola chiave è rispetto; oltre che per se stessi, rispetto per i nostri insegnanti, per i nostri tecnici, per i nostri genitori e per gli altri ragazzi. Ogni figura del quadro educativo/sportivo merita rispetto ed attenzione. Ogni ragazzo/a dovrebbe poter dialogare con il proprio insegnante, con il proprio tecnico e con i propri genitori, rispettando la figura e il mandato educativo di ognuno di essi. Allo stesso modo un tecnico dovrò rispettare un insegnante, allievo, genitore e così via. Spesso con dialogo e rispetto si può far comprendere ad un insegnante la propria passione e, allo stesso tempo, la propria capacità di programmazione e sacrificio. Ciò sarà apprezzato dal docente e ci permetterà di avere, in alcuni momenti, più respiro e comprensione.

5. COSTANZA: l’ultima parola chiave è costanza, perseverando senza dubbi o tentennamenti. In una programmazione verranno definiti momenti di cosiddetto "scarico", dove lo studente/atleta potrà allentare la presa, nel resto del tempo si dovrà procedere spediti cercando i tempi di recupero con un buon riposo notturno e una alimentazione equilibrata e proporzionata al dispendio psicofisico.

Essere un atleta/studente non è per nulla semplice, ma è meno difficile di quanto si possa pensare. Ci darà inoltre un vantaggio: saremo pronti e allenati per la vita adulta dove programmazione, sacrificio, passione, rispetto e costanza costituiranno i fondamenti del vivere quotidiano.

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M° Jacopo Inverardi